{"id":332,"date":"2023-10-23T09:30:22","date_gmt":"2023-10-23T09:30:22","guid":{"rendered":"https:\/\/paolocoletta.net\/?page_id=332"},"modified":"2024-02-16T02:45:47","modified_gmt":"2024-02-16T02:45:47","slug":"preamleto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/paolocoletta.net\/?page_id=332","title":{"rendered":"Preamleto"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Michele Santeramo<br \/>regia Veronica Cruciani<br \/>con Massimo Foschi, Manuela Mandracchia,<br \/>Michele Sinisi, Gianni D\u2019addario, Matteo Sintucci<br \/>scene e costumi Barbara Bessi<br \/>musiche Paolo Coletta (feat. Carmine Marigliano, flauto)<br \/>luci Gianni Staropoli<br \/>assistente alla regia Antonino Pirillo, Giacomo Bisordi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Produzione Teatro di Roma<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>da 30 marzo al 10 aprile 2016 Teatro Argentina, Roma<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/preamleto1-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-334\" srcset=\"https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/preamleto1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/preamleto1-300x169.jpg 300w, https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/preamleto1-768x432.jpg 768w, https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/preamleto1-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/preamleto1.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Preamleto \u2013 Teatro di Roma 2016<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/preamleto_wh2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-333\" srcset=\"https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/preamleto_wh2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/preamleto_wh2-300x169.jpg 300w, https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/preamleto_wh2-768x432.jpg 768w, https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/preamleto_wh2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/preamleto_wh2.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Preamleto \u2013 Teatro di Roma 2016<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/01_Preamleto_Tema-regale_Paolo-Coletta.mp3\"><\/audio><figcaption class=\"wp-element-caption\">Preamleto | Paolo Coletta | Tema regale <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/02_Preamleto_Gertrude_Paolo-Coletta.mp3\"><\/audio><figcaption class=\"wp-element-caption\">Preamleto | Paolo Coletta | Gertrude <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/04_Preamleto_Il-re-e-morto_Paolo-Coletta.mp3\"><\/audio><figcaption class=\"wp-element-caption\">Preamleto | Paolo Coletta | Il re \u00e8 morto <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/08_Preamleto_Scottish_Paolo-Coletta.mp3\"><\/audio><figcaption class=\"wp-element-caption\">Preamleto | Paolo Coletta | Scottish<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/07_Preamleto_Preamleto_Paolo-Coletta.mp3\"><\/audio><figcaption class=\"wp-element-caption\">Preamleto | Paolo Coletta | Preamleto<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 30 marzo al 10 aprile al Teatro Argentina debutta PREAMLETO, scritto da Michele Santeramo, diretto da Veronica Cruciani, con Massimo Foschi (Re Amleto), Manuela Mandracchia (Gertrude, sua moglie), Michele Sinisi (Claudio, fratello del Re), Gianni D\u2019addario (Polonio, consigliere), Matteo Sintucci (Amleto, figlio del Re), una produzione Teatro di Roma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un testo che parte da Shakespeare per raccontare in scena cosa succede prima della morte di Re Amleto, analizzando in chiave contemporanea il concetto di potere. Re Amleto non \u00e8 morto, Amleto vuole il potere, Gertrude sente che tutto le sfugge, Claudio non vuole usare nessun veleno contro suo fratello, Polonio aspetta che le cose si mettano a suo vantaggio. Cos\u00ec, i personaggi di Shakespeare sono colti nel loro privato prima che la tragedia abbia inizio e \u201csono diversi pima della vendetta \u2013 riflette la regista Veronica Cruciani \u2013 prima della violenza, quando ancora le cose si possono salvare. Ma forse, forse, le cose non si possono salvare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Immaginare quel che pu\u00f2 accadere prima di quel \u00abvendica il mio brutale e snaturato assassinio\u00bb da cui prende vita l\u2019Amleto, significa provare a scoprire intrecci e motivazioni che nel testo shakespeariano si affidano solo alla fantasia dello spettatore. \u201cSe cambiassero le premesse, la storia di Amleto sarebbe comunque piena di uccisioni, vendette, assassini? \u2013 si interroga l\u2019autore Michele Santeramo \u2013 E quali le storture che si svilupperebbero in un gruppo stretto dal vincolo familiare e costretto a relazionarsi con il potere?\u201d. Il testo prova a mettere di fronte allo spettatore i personaggi nell\u2019atto di prendere la decisione che cambier\u00e0 le vite di tutti, mostrando i retroscena dei rapporti familiari che diventano lo specchio di quanto il comportamento umano possa distorcersi ogni volta che si confronta con il potere. \u00c8 questa l\u2019indagine che Veronica Cruciani, regista da sempre interessata al rapporto tra memoria e drammaturgia, compie sul testo del Bardo: alla ricerca di una storia il cui canone non \u00e8 pi\u00f9, come \u00e8 stato per Amleto e per tutta la modernit\u00e0, la parola \u201cvendetta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Re Amleto \u00e8 malato: non ha pi\u00f9 memoria. Non ricorda niente, nemmeno chi sia sua moglie, n\u00e9 chi sia suo figlio Amleto, n\u00e9 tantomeno a quale faccia corrisponda suo fratello Claudio. Non ricorda niente ma comanda ancora, ha ancora potere di vita e di morte su tutti. La perdita continua della memoria produce nel personaggio del Re una tenerezza e una forza comica che sono centrali nel testo, accompagnate dalla presenza di Polonio, consigliere timoroso, sempre indeciso, pronto comunque ad \u201caccorrere in soccorso dei vincitori\u201d, come molte figure di questa Italia. \u201cLe dinamiche della mafia si sono impadronite dei personaggi dell\u2019Amleto \u2013 continua Veronica Cruciani \u2013 Il Re, ancora vivo, sembra malato e comanda. Come Provenzano, come i capi della mafia. La mafia che \u00e8 la vera grande azienda che l\u2019Italia ha saputo esportare nel mondo. Essere non \u00e8 possibile, questo \u00e8 il problema\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Note di regia \u2013 Veronica Cruciani<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un bunker di cemento armato \u00e8 il luogo in cui avviene questa storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui dentro vive il Re malato che ha perso la memoria ma non ancora il potere. E proprio il potere \u00e8 il tema da cui siamo partiti con Michele Santeramo, tre anni fa, per sviluppare un\u2019indagine che ci ha condotto a riflettere sulla famiglia, la mafia e la politica. Questo percorso \u2013 fatto anche di laboratori teatrali come \u201cAlzheimer mon amour\u201d, di riflessioni, discussioni e studi che abbiamo presentato al Teatro Franco Parenti di Milano e al Teatro India di Roma \u2013 \u00e8 stato il terreno su cui sono nati i personaggi del Preamleto. Io e Michele abbiamo cercato di attualizzare l\u2019opera di Shakespeare senza tradirla ma cambiandola completamente. Una storia attuale che racconta di una famiglia fatta di persone che cercano di farsi strada attraverso le proprie debolezze. Nessuno riesce a fare la cosa giusta al momento giusto; quella cosa giusta che cambierebbe le sorti della tragedia che conosciamo e che conduce inesorabilmente a violenza e morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In scena incontriamo i potenti riconosciuti come tali e quelli abituati a elemosinare un saluto o un favore. Il potere \u00e8 crudele e implacabile, ma l\u2019atteggiamento che abbiamo noi di fronte a esso \u00e8 spesso quello di uomini stupidi e privi di giudizio. Riponiamo fiducia in chi comanda sperando che in futuro tutto possa andare meglio. Siamo le vittime del potere ma anche la sua causa. Insieme a questo gioco che parla di vite umane che si corrompono a contatto con il potere entra il teatro. In questa storia sono presenti un livello narrativo e uno meta teatrale che ho voluto evidenziare con la regia: personaggi intrappolati in un testo che non vogliono pi\u00f9 recitare e altri invece che rincorrono una storia che sembrano gi\u00e0 conoscere e poi il confronto tra generazioni diverse di attori. \u00c8 un meccanismo di realt\u00e0 e finzione che fa vivere la verit\u00e0 dei sentimenti e delle relazioni umane dentro l\u2019artificio del teatro nel teatro. \u00c8 stato difficile e stimolante lavorare con gli attori su questi due piani. Da una parte ho lavorato come sempre su un\u2019interpretazione che portasse l\u2019attore a stare e non a mostrare, a lavorare come mia abitudine nella direzione di un teatro vivo. Ho cercato di valorizzare le spinte vitali del testo e portare all\u2019estremo alcuni conflitti drammaturgici cercando il pi\u00f9 possibile di allontanarmi dagli stereotipi del teatro di prosa per cercare di parlare di noi, dell\u2019oggi. Dall\u2019altra parte invece ho lavorato con l\u2019attore ricordandogli sempre della realt\u00e0 scenica che viveva di momento in momento all\u2019interno della storia, spingendolo a ricordarsi di stare dentro una finzione. Il personaggio del Re consapevole del futuro che lo aspetta si diverte a prendere in giro tutti gli altri personaggi che ancora credono in questa commedia, ma \u00e8 anche l\u2019attore che si confronta con la sua lunga carriera sui palcoscenici d\u2019Italia e difende la necessit\u00e0 di continuare a fare commedie diverse da quelle che ha recitato fino adesso. I dubbi di Claudio sono quelli del personaggio ma anche quelli dell\u2019attore a cui \u00e8 stato assegnato quel ruolo. Gertrude, come in Shakespeare, complotta per il potere e come attrice sperimenta la rottura di certi schemi recitativi per abbracciarne sempre di nuovi nella ricerca costante di un dialogo che le \u00e8 negato con gli altri personaggi, per cercare di sedurli. Amleto \u00e8 giovane e impulsivo e non segue i consigli del padre e vuole recitare il ruolo che gli \u00e8 stato assegnato e come giovane attore spesso entra in conflitto con le generazioni precedenti di attori. L\u2019unico a non avere dubbi \u00e8 Polonio che infatti recita la sua parte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uomo, attore e personaggio in questo spettacolo si alternano continuamente e il lavoro \u00e8 stato quello di guidare l\u2019attore in questa alternanza all\u2019interno di una vita teatrale complessa che punta a non banalizzare i personaggi e a non raccontare un\u2019unica verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Veronica Cruciani \u00e8 regista e attrice, diplomata alla scuola d\u2019arte drammatica Paolo Grassi. Nel 2003 interpreta e dirige insieme ad Arturo Cirillo il monologo Le nozze di Antigone (premio Oddone Cappellino e segnalato al premio Riccione), scritto per lei da Ascanio Celestini. Nel 2004 fonda la Compagnia Veronica Cruciani, con cui conduce un\u2019indagine sul rapporto fra memoria e drammaturgia contemporanea. Nel 2008 con Il ritorno di Sergio Pierattini, di cui \u00e8 regista e produttrice, vince il Premio della Critica per il miglior testo italiano. Nel 2009 vince il premio Cavalierato Giovanile della provincia di Roma. Nel 2011 produce e dirige La palestra di Giorgio Scianna, con Filippo Dini, Fulvio Pepe, Arianna Scommegna e Teresa Saponangelo. Nel 2012 vince il Premio Hystrio-Anct dell\u2019Associazione nazionale dei critici italiani con la motivazione \u00abper lo sguardo, antico e moderno al tempo stesso, con cui ha saputo leggere splendidamente luci e ombre della realt\u00e0 del nostro tempo\u00bb. Dal 2013 al 2015 \u00e8 direttore artistico del Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma. Nel 2015 firma poi la regia del Preamleto di Michele Santeramo, con Massimo Foschi, Manuela Mandracchia e Michele Sinisi prodotto dal Teatro di Roma, e di Due donne che ballano di Josep Maria Benet i Jornet, con Maria Paiato e Arianna Scommegna prodotto dal Teatro Carcano di Milano. Molto attenta alla formazione dell\u2019attore \u00e8 attualmente tra i docenti della Scuola Officine Pasolini della Regione Lazio, Accademia Stap Brancaccio e Accademia Padiglione Ludwig. Nel cinema ha lavorato in diversi film italiani come attrice e acting coach. \u00c8 tra i protagonisti di Viva la sposa, di Ascanio Celestini, presentato al festival di Venezia, e nel cast di Pecora Nera di Ascanio Celestini, di Dolce arte di esistere di Pietro Reggiani, di Un fidanzato per mia moglie di Davide Marengo, di Chiedimi se sono felice di Aldo Giovanni e Giacomo, di Lettere al presidente di Marco Santarelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Michele Santeramo, autore, narratore. Candidato nel 2014 al premio UBU come Migliore Novit\u00e0 Italiana per lo spettacolo \u201cIl Guaritore\u201d. Vince nel 2014 il premio Hystrio alla drammaturgia. Scrive, nel 2014, \u201cAlla Luce\u201d, per la regia di Roberto Bacci e la produzione di \u201cFondazione Pontedera Teatro\u201d. Pubblica nel 2014 il romanzo \u201cLA RIVINCITA\u201d edito da Baldini e Castoldi. Vince nel 2013 il Premio Associazione Nazionale Critici di Teatro (ANCT), nel 2011 vince il Premio Riccione per il Teatro con il testo \u201cIl Guaritore\u201d. Del 2013 \u00e8 il testo \u201cLA PRIMA CENA\u201d. Del 2012 \u00e8 il testo \u201cLA RIVINCITA\u201d. Nel 2012 scrive e produce con teatro minimo \u201cStoria d\u2019amore e di calcio\u201d. Vince nel 2011 il premio Riccione per il Teatro con il testo \u201cIl Guaritore\u201d. Conduce frequentemente laboratori di drammaturgia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Michele Santeramoregia Veronica Crucianicon Massimo Foschi, Manuela Mandracchia,Michele Sinisi, Gianni D\u2019addario, Matteo Sintucciscene e costumi Barbara Bessimusiche Paolo Coletta (feat. 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