{"id":407,"date":"2024-01-09T01:00:03","date_gmt":"2024-01-09T01:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/paolocoletta.net\/?page_id=407"},"modified":"2024-01-09T01:06:16","modified_gmt":"2024-01-09T01:06:16","slug":"le-ferite-del-vento","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/paolocoletta.net\/?page_id=407","title":{"rendered":"Le ferite del vento"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LE FERITE DEL VENTO<\/strong><br>di Juan Carlos Rubio<br>con Cochi Ponzoni e Matteo Taranto<br>regia Alessio Pizzech<br>scene Alessandro Chiti<br>costumi Carla Ricotti<br>musiche Paolo Coletta<br>light designer Michele Lavanga<br>produzione Societ\u00e0 per Attori, Citt\u00e0 della Spezia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 11\/02\/2022 al 13\/02\/2022 La Spezia, Teatro Civico \u2014 poi in tourn\u00e9e<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Le-ferite-del-vento_theme-for-trailer.mp3\"><\/audio><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le ferite del vento (theme)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"853\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/le-ferite-del-vento-spettacolo-ponzoni-taranto-853x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-412\" srcset=\"https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/le-ferite-del-vento-spettacolo-ponzoni-taranto-853x1024.jpeg 853w, https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/le-ferite-del-vento-spettacolo-ponzoni-taranto-250x300.jpeg 250w, https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/le-ferite-del-vento-spettacolo-ponzoni-taranto-768x922.jpeg 768w, https:\/\/paolocoletta.net\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/le-ferite-del-vento-spettacolo-ponzoni-taranto.jpeg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 853px) 100vw, 853px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giovane Davide, alla morte del padre Raffaele si ritrova a dover sistemare le sue cose. Nel perfetto ordine degli oggetti lasciati dal genitore, uno scrigno chiuso ermeticamente attira la sua attenzione. Dopo aver forzato la serratura, per la quale sembra non esistere nessuna chiave, al suo interno scopre una fitta corrispondenza ingiallita dal tempo. La lettura di quei fogli, ricevuti e gelosamente conservati, lo porta a conoscenza di un segreto che mai avrebbe potuto immaginare: il padre aveva una relazione con Giovanni, il misterioso mittente di quelle lettere appassionate. Chi \u00e8 questo sconosciuto che improvvisamente emerge dalle ombre della memoria? Dopo un primo momento di sconcerto, Davide decide di affrontarlo. Nel corso di tre intensi confronti che generano un flusso di parole di una potenza deflagrante, si fronteggiano Giovanni, ironico e divertente, capace di strappare un sorriso anche di fronte al dolore della perdita, e Davide, irruente e orgoglioso, che ci rende partecipi della sua legittima smania di sapere. Ne scaturisce un acceso duello teatrale dal quale emergono i tratti di un uomo che Davide stenta sempre pi\u00f9 a riconoscere come suo padre. Carlos Rubio ci introduce nel labirinto del legame profondo, misterioso, senza limiti di spazio e tempo, che si \u00e8 instaurato da anni tra Giovanni e Raffaele, all\u2019insaputa della famiglia di quest\u2019ultimo. Giovanni diventa per Davide compagno di lutto, amico, confidente; assume tutte le sembianze che il giovane istintivamente gli riconosce. La storia presente e passata, man mano che procede, si fa pi\u00f9 appassionante, ogni battuta svela nuovi elementi che sorprendono e commuovono, costringendo lo spettatore a indossare ora i panni di Giovanni ora quelli di Davide. Al centro domina la presenza-assenza di Raffaele, che non corrisponde a nessuna delle immagini di uomo e padre che egli ha dato di s\u00e9 in vita. Ma quando finalmente le cose sembrerebbero ritrovare un loro senso, le lettere che hanno tenuto le fila di questa relazione tornano ad essere le vere protagoniste del racconto nel momento in cui Giovanni mostra a Davide le risposte che Raffaele gli inviava.<br>Un racconto intenso, fatto di emozioni che narrano la bellezza e lo stupore di quando, fuggendo dagli stereotipi, viene rimesso in gioco il significato delle parole padre e figlio. Preziosi oggetti di scena, sospesi nel buio e illuminati da tagli di luce, disegnano lo spazio dove viene raccontata la storia di due uomini che, attraverso un serrato dialogo tra loro, con se stessi e con il pubblico, svelano quanto illusoria sia la convinzione di conoscere le persone care, quanto in realt\u00e0 si sia estranei al loro universo interiore e quanto sia necessario sospendere il giudizio quando si parla di \u201camore\u201d.<br>I due protagonisti, nel corso dello spettacolo, si muovono da un punto all\u2019altro della scena avvolti da un\u2019atmosfera di luci e sonorit\u00e0 che si colorano di volta in volta delle suggestioni di un parco o dei rumori di un interno, portando con loro un racconto di vita nel quale \u00e8 l\u2019umanit\u00e0 dei personaggi a pervadere quella degli interpreti. Le ferite del vento riporta in superficie temi archetipici e ce li restituisce con un linguaggio vicino alla quotidianit\u00e0 ma capace di svelare la poesia delle piccole cose, quella in cui ogni gesto e ogni sguardo rivela una melodia dell\u2019anima che affascina e riconsegna intatta allo spettatore l\u2019originaria forza del teatro.<br>Alessio Pizzech<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE FERITE DEL VENTOdi Juan Carlos Rubiocon Cochi Ponzoni e Matteo Tarantoregia Alessio Pizzechscene Alessandro Chiticostumi Carla Ricottimusiche Paolo Colettalight designer Michele Lavangaproduzione Societ\u00e0 per Attori, Citt\u00e0 della Spezia Dal 11\/02\/2022 al 13\/02\/2022 La Spezia, Teatro Civico \u2014 poi in tourn\u00e9e Il giovane Davide, alla morte del padre Raffaele si ritrova a dover sistemare le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-407","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/paolocoletta.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/407","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/paolocoletta.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/paolocoletta.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/paolocoletta.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/paolocoletta.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=407"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/paolocoletta.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/407\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":413,"href":"https:\/\/paolocoletta.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/407\/revisions\/413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/paolocoletta.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=407"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}