{"id":620,"date":"2024-07-01T01:21:49","date_gmt":"2024-07-01T01:21:49","guid":{"rendered":"https:\/\/paolocoletta.net\/?page_id=620"},"modified":"2024-07-01T01:21:49","modified_gmt":"2024-07-01T01:21:49","slug":"il-presidente","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/paolocoletta.net\/?page_id=620","title":{"rendered":"il presidente"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/paolocoletta.files.wordpress.com\/2011\/08\/il-presidente.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Teatro Elicantropo | Anonima Romanzi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>IL PRESIDENTE<\/strong><br>di Thomas Bernhard<br>traduzione Eugenio Bernardi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">regia di Carlo Cerciello<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">con<br>Paolo Coletta<br>Imma Villa<br>Paola Boccanfuso<br>Cecilia Lupoli<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">scene Roberto Crea<br>costumi Daniela Ciancio<br>musiche Paolo Coletta<br>disegno luci Cesare Accetta<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;arte e il potere sono i temi portanti che ritornano in questi tre drammi di Thomas Bernhard, trovando tratti sarcastici e cupi nel Presidente, scritto a met\u00e0 dei tormentati anni &#8217;70, mentre si susseguono attentati anarchici e repressione. Ed ecco il Presidente incarnazione dell&#8217;amoralit\u00e0 dei massimi livelli del ceto dirigente, in vacanza nel Portogallo della dittatura, comparare davanti alla sua amante-attrice l&#8217;arte drammatica e quella politica, mentre la moglie piange il proprio cane coinvolto in un attentato che ha ucciso la scorta del marito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Prima Assoluta<\/em><br><strong>1 giugno 2011<\/strong><br>Primavera dei Teatri, Castrovillari<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>dall&#8217;11 al 20 novembre 2011<\/strong><br>Napoli, Teatro Nuovo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>dal 22 dicembre 2011 all&#8217;8 gennaio 2012<\/strong><br>Napoli, Teatro Elicantropo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">22 dicembre \u2014 ore 21,00<br>23 dicembre \u2014 ore 21,00<br>25 dicembre \u2014 ore 21,00<br>26 dicembre \u2014 ore 18,00<br>27 dicembre \u2014 ore 21,00<br>28 dicembre \u2014 ore 21,00<br>29 dicembre \u2014 ore 21,00<br>30 dicembre \u2014 ore 21,00<br>1 gennaio \u2014 ore 21,00<br>2 gennaio \u2014 ore 21,00<br>3 gennaio \u2014 ore 21,00<br>4 gennaio \u2014 ore 21,00<br>5 gennaio \u2014 ore 21,00<br>6 gennaio \u2014 ore 21,00<br>7 gennaio \u2014 ore 21,00<br>8 gennaio \u2014 ore 18,00 <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/yzkA7o892yo\">https:\/\/www.youtube.com\/embed\/yzkA7o892yo<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">https:\/\/www.youtube.com\/embed\/yzkA7o892yo https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ckHzeCWesl4<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>HANNO DETTO:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cAl vivace festival di Castrovillari \u00e8 andato in scena uno dei testi meno rappresentati di Bernhard, Il Presidente, scritto negli anni \u201970, sullo sfondo i continui attentati, i rapimenti, il processo agli anarchici della banda Baader Meinhof e morti e ancora morti. Il regista Carlo Cerciello con bella intuizione impone una monumentale immobilit\u00e0 a questo testo che si snoda lungo un susseguirsi di monologhi e che parla del potere, di ogni dittatura e dell\u2019arte che se asservita, cessa di essere luogo della verit\u00e0 e unica aspirazione dell\u2019esistenza. La Presidentessa, la brava Imma Villa, che piange il cagnolino morto di crepacuore (\u2026) Il Presidente, il bravo Paolo Coletta, incarnazione dell\u2019amoralit\u00e0, dell\u2019arroganza, della vacuit\u00e0 del potere. Con decisi tagli, la regia penetra nelle pieghe della scrittura che, in una inesausta e sfinente circolarit\u00e0, insegue il volgare nulla dell\u2019uomo.\u201d<br>Corriere della Sera \u2013 Magda Poli<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c(\u2026) Quelle due visioni simmetriche, la moglie-totem e il marito cinicamente dissoluto, portano in luce con spietata nitidezza le segrete nervature del testo, le spostano efficacemente nel clima del nostro tempo, evocando un certo degrado morale del potere. E\u2019 inquietante la muta presenza che si aggira sottilmente minacciosa nelle varie situazioni, incarnando massaggiatori e inservienti.\u201d<br>delteatro.it \u2013 Renato Palazzi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLucido, amaro, ulcerante. E\u2019 straordinariamente attuale. Strano che Il Presidente di Thomas Bernhard abbia goduto di scarsa fortuna in Italia. Nel Presidente, dove l\u2019azione \u00e8 quasi nulla, giganteggiano due personaggi, due mostri di crudelt\u00e0 e di idiozia che l\u2019autore immerge in un grottesco che non d\u00e0 respiro. Con esemplare spirito di ricerca, Cerciello gioca soprattutto sulla rappresentazione visiva dei due protagonisti.\u201d<br>Hystrio \u2013 Domenico Rigotti<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cPrimavera dei teatri \u00e8 un appuntamento di rigore, ormai da diversi anni, per chi voglia cogliere mutamenti e tendenze della nuova scena italiana (\u2026) Tra questi campeggia Thomas Bernhard, di cui Carlo Cerciello d\u00e0 vita sfrenata e seducente a Il Presidente ovvero ambizione odio nient\u2019altro. Un testo del 1975 di inquietante attualit\u00e0.\u201d<br>Il Manifesto \u2013 Gianfranco Capitta<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSono urticanti e fanno male alcuni degli spettacoli della XII edizione di \u201cPrimavera dei Teatri\u201d di Castrovillari. (\u2026) I cinque lavori che hanno aperto il festival vanno letti come casi di \u201cmorte della morale\u201d nei nostri tempi. Al primo posto, nel programma dedicato al critico teatrale di Repubblica, Franco Quadri (\u2026) c\u2019\u00e8 la sconcezza, il collasso politico che Carlo Cerciello ha elaborato con Il Presidente di Thomas Bernhard. Scritto nel 1975 e suggellato da Cerciello con un epilogo antimaschilista della terrorista tedesca Ulrike Meinhoff (\u2026) Grande opera di spudorata parola, malcostume, malpolitica e malpotere.\u201d<br>la Repubblica \u2013 Rodolfo Di Giammarco<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c(\u2026) Tocca invece al grande Thomas Bernhard farci entrare dentro al mondo corrotto del potere attorno al quale tesse la folle tela di Il Presidente ovvero ambizione odio nient\u2019altro (1975), messo in scena con grande ritmo e corrosivo humour da Carlo Cerciello che ci trasporta in un Portogallo dominato da un presidente dittatore sfuggito per miracolo a un attentato anarchico (\u2026) Una spiazzante rappresentazione teatrale della follia umana\u201d<br>L\u2019Unit\u00e0 \u2013 Maria Grazia Gregori<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cL\u2019approdo alla drammaturgia di Thomas Bernhard diventa quasi obbligatorio quando si attraversa il teatro \u201cdi parola\u201d. Il regista Carlo Cerciello ha scelto di lavorare su un testo come Il Presidente (\u2026) Qui non si tratta di un approccio didascalico al teatro politico, quanto di provocare nello spettatore, un sinistro sentore di incertezza, un perturbamento intriso di ferocia e di sarcasmo spesso permeato da una comicit\u00e0 raggelante. Lo stesso gelo con cui lo scenografo Roberto Crea avvolge in nero e in bianco il palco del Teatro Sybaris di Castrovillari. (\u2026) Afasici sono i personaggi agiti da Paola Boccanfuso e Cecilia Lupoli. (\u2026) Imma Villa e Paolo Coletta chiamati a gestire gli estenuanti, evolventi, elicoidali monologhi di Bernhard, vi riescono senza troppi cedimenti (\u2026) Entrambi mostrano l\u2019aspetto pietrificato e mistificatorio del potere, un esercizio per il quale, \u00e8 necessario non meno talento di quanto sia richiesto all\u2019attore drammatico. Insomma, la scelta di Cerciello nell\u2019ambito della XII edizione del festival Primavera dei Teatri\u201d, si \u00e8 rivelata vincente grazie, soprattutto, ai protagonisti Imma Villa e Paolo Coletta.\u201d<br>Roma \u2013 Francesco Urbano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>RECENSIONI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tra chiesa e famiglia quante tragedie<\/strong><br>A Castrovillari, con Carlo Cerciello, Vincenzo Pirrotta, Antonio Tintis e Benedetto Sicca; spettacoli interessanti e cupi che raccontano &#8220;la morte della morale&#8221; nei nostri tempi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RODOLFO DI GIAMMARCO \u2014 Sono urticanti e fanno male alcuni degli spettacoli della XIl edizione di &#8220;Primavera deiTeatri&#8221; che si svolge nel Protoconvento di Castrovillari, nel cuore della Calabria in questi giorni. I cinque lavori che hanno aperto il festival vanno letti come casi di &#8220;morte della morale&#8221; nei nostri tempi. Al primo posto, nel programma (dedicato al critico teatrale di Repubblica Franco Quadri, morto due mesi fa) selezionato dai direttori Saverio La Ruina e Dario De Luca, c&#8217;\u00e8 la sconcezza, il collasso politico che Carlo Cerciello ha elaborato con <em>II presidente<\/em> di Thomas Bernhard. Scritto nel 1975, e suggellato da Cerciello con un epilogo antimaschilista della terrorista tedesca Ulrike Meinhoff (\u00ab\u2026non voglio essere una delle vostre donne,\u2026 presenza di sorrisi stupidamente allettanti\u2026 a una vostra immancabile trivialit\u00e0\u00bb) , il testo ritrae la disumana indecenza di una moglie di uno scampato Presidente, vista come una Eva Peron o una Winnie beckettiana, in cima a un&#8217;enorme e piramidale gonna. Lui, il consorte compulsivo, intanto se la spassa lontano riservando volgari e autoritarie attenzioni a un&#8217;attrice-amante in una vasca tipo Jacuzzi. Grande opera di spudorate parole, malcostume, malpolitica e malpotere.<br>La seconda &#8220;morte della morale&#8221; \u00e8 in <em>Frateme<\/em> con scrittura e regia di Benedetto Sicca, tremenda e potente rielaborazione odierna di un malessere alla maniera di <em>Pugi in tasca<\/em> tra soffocanti silenzi e beghe morbose in una famiglia napoletana che si rivela \u00abtutt&#8217;\u00f2ccuntrario\u00bb: tre fratelli diversamente omosessuali, e una corte di persone protettiva, deviante, scardinante. Una terza &#8220;morte della morale&#8221; scaturisce da una ridefinizione malata, mimetica ed eccentrica della tragedia greca di Clitennestra-Egisto-Agamennone-Oreste: <em>Radio Argo<\/em> di Igor Esposito vede regista e unico interprete l&#8217;eccellente Peppino Mazzotta capace d&#8217;essere speaker, prestafaccia e mostro in uno scenario cimiteriale e floreale che \u00e8 anche uno studio per dirette notturne radiofoniche.<br>La quarta &#8220;morte della morale&#8221; si contempla in Sicilia, in una Chiesa dove si consumano atti di pedofilia. Lo racconta <em>Sacre-stie<\/em> scritto e diretto da Vincenzo Pirrotta che met te laidamente a confronto un cardinale (Filippo Luna, con toni viscidi) e un prete che fu un giovinetto a lungo da lui molestato. La spirale dell&#8217;agguato atroce, con qualche evocazione sessuale insistita, ha termine in un rituale accecamento. L&#8217;ultima &#8220;morte della morale&#8221; mette in campo una pedofilia eletta a sistema criminale, drammatizza un orrore vero, e in questo caso la 24enne Maria Teresa Berardelli, gi\u00e0 Premio Riccione\/Tondelli 2009 (con altro testo), sa ben costruire ne <em>Il paese delle ombre<\/em> un&#8217;indagine postuma ad opera d&#8217;una scrittrice che indaga sulle reticenze a margine dello scandalo di un orfanatrofio-lager dove i bimbi erano seviziati e a volte anche uccisi da autorevoli personaggi: la regia di Antonio Tintis calibra nel buio un cerchio di fantasmi che rimuovono, occultano, infine vomitano. Al termine di queste cadute micidiali dei valori che la &#8220;Primavera dei Teatri&#8221; ha saputo accostare, resta nell&#8217;orecchio una frase di Oreste, \u00abal governare preferisco il rumore del mare\u00bb. Una frase inaudita, purtroppo.<br>[Rodolfo Di Giammarco \u2014 La Repubblica, 4.6.2011]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Arte e potere negli anni del terrorismo<\/strong><br>IL PRESIDENTE SULLO SFONDO GLI ATTENTATI E IL PROCESSO ALLA BANDA BAADER MEINHOF<br>Al vivace festival di Castrovillari \u00e8 andato in scena uno dei testi meno rappresentati di Bernhard, Il Presidente, scritto negli anni &#8217;70, sullo sfondo i continui attentati, i rapimenti, il processo agli anarchici della banda Baader Meinhof e morti e ancora morti. Il regista Carlo Cerciello con bella intuizione impone una monumentale immobilit\u00e0 a questo testo che si snoda lungo un susseguirsi di monologhi e che parla del potere, di ogni dittatura e dell&#8217; arte che se asservita cessa di essere luogo della verit\u00e0 e unica aspirazione dell&#8217;esistenza. La Presidentessa, la brava, ironica, efficace Imma Villa, che piange il cagnolino morto di crepacuore durante l&#8217;ennesimo attentato che ha ucciso un colonnello e risparmiato il marito, \u00e8 infissa come la Winnie beckettiana in cima a un grande vestito conico nero che squarciandosi riveler\u00e0 una stanza d&#8217;albergo con una vasca in cui si dimena con la sua amante il Presidente, il bravo Paolo Coletta, incarnazione dell&#8217;amoralit\u00e0, dell&#8217;arroganza, della vacuit\u00e0 del potere. Con decisi tagli la regia penetra nelle pieghe della scrittura che, in una inesausta e sfinente circolarit\u00e0, insegue il volgare nulla dell&#8217; uomo. Il pensiero di Bernhard \u00e8 un&#8217;ascia tagliente, irritante, smisurata che distrugge tutto ci\u00f2 su cui si abbatte e non risparmia a chi l&#8217; impugna grotteschi contraccolpi mortali. La sua parola non ha mai carica consolatoria, \u00e8 scarna testimone di una inevitabile caduta verso una sordida devastazione, \u00e8 la spettatrice del miserrimo gelo dei rapporti umani e al ritmo di ossessive reiterazioni crea nello spettatore un sinistro sentore di incertezza, avvolgendolo in un perturbamento intriso di ferocia, di sarcasmo, di raggelante comicit\u00e0 e di verit\u00e0. Inutile alla fine la lettura di una lettera della Meinhof: \u00e8 didascalica e fa perdere senso di universalit\u00e0 al testo.<br>Il Presidente di Thomas Bernhard Primavera dei Teatri, Castrovillari.<br>[Magda Poli \u2014 Corriere della sera, 12.6.2011]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CERCIELLO PORTA AL NUOVO IL PRESIDENTE DI BERNHARD<br>\u00c8 imponente e originale la messa in scena de Il Presidente di Thomas Bernhard, lo spettacolo del coraggioso e bravo regista Carlo Cerciello, in scena al Teatro Nuovo di Napoli fino al 20 novembre, con Paolo Coletta, nel ruolo del presidente, Imma Villa interpreta la moglie del presidente, Paola Boccanfuso, la governante, Cecilia Luppoli, l\u2019attrice-amante. La forza registica di Cerciello sta nella contemporaneit\u00e0 dei testi drammaturgici e nelle curate rappresentazioni teatrali che si completano, ne \u201cIl Presidente\u201d, con la bella scenografia firmata da Roberto Crea, nella grandiosit\u00e0 dei costumi di Daniela Ciancio, in particolare di Imma Villa che, immobile in scena, appare come una gigantesca figura femminile \u2013 la brava ed ener moglie del presidente \u2013 nel suo abito nero ingrombante ed inglobante con il suo infinito e veloce monologo. Mentre si prepara per i funerali di stato alla scorta del Presidente, scampato miracolosamente all\u2019attentato, piange il suo cane morto di crepacuore per lo spavento e si dispera perch\u00e9 \u201cgli anarchici ci portano via tutto.\u201d Con esemplare efficacia interpretativa, fa da sfondo, una governante, interpretata dalla brava Paola Boccanfuso che trottola energicamente ma, maltrattata, \u00e8 costretta ad ascoltare la moglie del presidente mentre espone, in una bella trovata scenografica, le lunghe gambe dall\u2019ampio vestito che si apre con un abile e suggestivo effetto \u2013 grazie alle luci di Cesare Accetta \u2013 ci restituisce una accattivante rappresentazione che esalta la figura del Presidente, il bravo Paolo Coletta, che appare nella seconda scena-monologo in una vasca trasparente colma d\u2019acqua. Visibili dunque le sue performance nella vasca in compagnia di un\u2019attricetta-amante mentre si trova in vacanza in un Portogallo a regime dittatoriale. Il Presidente, scritto nel 1975, \u00e8 una delle commedie politiche meno rappresentate del grande autore austriaco, sullo sfondo i continui attentati, i rapimenti, il processo agli anarchici della banda Baader Meinhof, in corso in Germania in quegli anni. Coletta \u2013 alias il presidente \u2013 \u00e8 convincente nel suo lucido e urticante monologo narcisistico sul potere \u2013 dove l\u2019unica e muta spettatrice \u00e8 l\u2019attrice, amante. \u201cSe uno fa politica deve diventare presidente, dittatore \u2013 recita il presidente \u2013 il mondo \u00e8 lerciume, la politica \u00e8 l\u2019arte suprema che modifica il mondo.\u201d E sopraffatto da se stesso, si amplia a dismisura l\u2019io ipertrofico del presidente tanto da fargli dire in un momento di assoluto delirio di onnipotenza:\u201cQuesto paese \u00e8 troppo piccolo per me.\u201d Il degrado morale la corruzione, l\u2019arte asservita al potere i temi portanti di un testo drammaturgico denso ed attuale in cui si confondono, si sovrappongono i segni del tempo e della politica. E il regista Carlo Cerciello ci ha abituato con grande maestria \u2013 attraverso i suoi spettacoli \u2013 a riflettere sul perverso uso del potere politico. \u201cL\u2019uomo politico \u00e8 come l\u2019artista \u2013 urla il presidente \u2013 si cura solo di se stesso ma ha trascurato tanta gente..il popolo bisogna distinguerlo dalla storia\u201d. Lo spettacolo \u00e8 presentato da Teatro Elicantropo Anonima Romanzi in collaborazione con Le Nuvole Teatro Stabile di Innovazione di Napoli e va ricordato che il debutto de Il presidente \u00e8 avvenuto alla XII edizione del \u201cFestival Primavera dei Teatri\u201d.<br>[Diletta Capissi \u2014 Il Denaro, 19.11.2011]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Elicantropo | Anonima Romanzi IL PRESIDENTEdi Thomas Bernhardtraduzione Eugenio Bernardi regia di Carlo Cerciello conPaolo ColettaImma VillaPaola BoccanfusoCecilia Lupoli scene Roberto Creacostumi Daniela Cianciomusiche Paolo Colettadisegno luci Cesare Accetta L&#8217;arte e il potere sono i temi portanti che ritornano in questi tre drammi di Thomas Bernhard, trovando tratti sarcastici e cupi nel Presidente, scritto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-620","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/paolocoletta.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/620","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/paolocoletta.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/paolocoletta.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/paolocoletta.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/paolocoletta.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=620"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/paolocoletta.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/620\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":621,"href":"https:\/\/paolocoletta.net\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/620\/revisions\/621"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/paolocoletta.net\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=620"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}