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Paolo Coletta

Teatro, musica e cinema. nato a Napoli / theatre, music and movie. born in naples

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  • gli innamorati

    di CARLO GOLDONI
    adattamento e regia ROBERTO VALERIO

    con CLAUDIO CASADIO, LOREDANA GIORDANO
    VALENTINA CARLI, LEONE TARCHIANI,
    MARIA LAURIA, LORENZO CARPINELLI, 
    DAMIANO SPITALERI, ALBERTO GANDOLFO

    scene e costumi Guido Fiorato
    musiche Paolo Coletta
    light designer Michele Lavanga
    assistente regia Gloria Martelli
    assistente scene e costumi Anna Varaldo
    realizzazione scene Laboratorio Scarpa, Faenza
    direttore di palcoscenico Matteo Hintermann
    tecnico luci Marco Golinucci – aiuto tecnico Lorenzo Guccione

    produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri,
    La Contrada Teatro Stabile di Trieste, La Pirandelliana
    in collaborazione con Comune di Verona – Estate Teatrale Veronese

    foto di scena © Filippo Venturi

    Prima Nazionale: 
    Estate Teatrale Veronese
    Teatro Romano, Verona, 4 e 5 settembre 2025

    Specchiatevi, o giovani, in questi Innamorati ch’io vi presento;
    ridete di loro, e non fate che si abbia a rider di voi.

    Così Carlo Goldoni introduce la sua commedia al lettore, e in questa breve frase c’è davvero tutto il succo dell’opera. Due giovani innamorati (Eugenia e Fulgenzio) ci mostrano come un amore dolce, limpido e senza inganni si possa trasformare senza alcun motivo in folle gelosia: da qui nascono una serie di ripicche, furibonde liti, alternate a dolci riappacificazioni e languidi desideri.

    Esiste un tema più universale e contemporaneo di questo?
    Chi di noi non ha sofferto, penato per amore rendendosi anche ridicolo agli occhi degli altri?
    Quale altro sentimento scuote e dilania le nostre anime quanto l’amore folle?

    Diventa allora necessario rimettere in scena questo capolavoro goldoniano che ci rammenta quanto ancora oggi ci sia di sciocco, buffo, nei nostri comportamenti durante un innamoramento; ma anche quanto si possa essere fragili, indifesi e alla mercé delle onde del cuore.
    Goldoni non si accontenta di raccontare in modo semplice la vicenda, al contrario ci presenta una magnifica galleria di personaggi intorno ai due giovani amanti che consigliano, rimproverano, ingarbugliano ancor di più la vicenda. Il campione assoluto nel creare scompiglio e nel creare strade drammaturgiche aggrovigliate, è Fabrizio (lo zio di Eugenia), magnifica maschera di chiacchierone, bonario bugiardo che esalta e magnifica tutte le persone che lo circondano provocando ilarità degli altri personaggi e di riflesso del pubblico.

    Con una scenografia contemporanea e costumi moderni, nasce uno spettacolo asciutto, diretto, senza fronzoli, che mescola leggerezza, risate, momenti di grande commedia a cupe atmosfere per poter rappresentar un amore più violento di tutti gli altri; uno spettacolo in cui trionfa il Teatro e la magnifica macchina teatrale inventata dal più grande drammaturgo italiano, capace con un testo scritto nel 1759, di parlare ancora oggi alle persone sedute in platea. (Roberto Valerio)

    Interpreti e personaggi:

    Claudio Casadio – Fabrizio
    Loredana Giordano – Flamminia, nipote di Fabrizio, vedova
    Valentina Carli – Eugenia, nipote di Fabrizio
    Leone Tarchiani – Fulgenzio, amante di Eugenia
    Maria Lauria – Lisetta, cameriera
    Lorenzo Carpinelli – Roberto, gentiluomo
    Damiano Spitaleri – Tognino, servitore
    Alberto Gandolfo – Ridolfo, amico di Fabrizio e Clorinda, cognata di Fulgenzio

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