Niente Più Niente al Mondo
di Massimo Carlotto
con Tina Femiano e Milena Di Iorio
scene Roberto Crea
costumi Antonella Mancuso
musiche Paolo Coletta
regia Carlo Cerciello
dal 15 al 20 gennaio 2008 – Napoli, Teatro Nuovo (sala assoli)
Il teatro civile svela le insicurezze dell’Italia. Anche a Napoli. Succede al teatro Nuovo dove da oggi fino al 20 gennaio è in scena “Niente, più niente al mondo”, per la regia di Carlo Cerciello. La rappresentazione è basata sul racconto del 2004 di Massimo Carlotto, ex militante di Lotta Continua al centro di uno dei casi giudiziari più oscuri dell’ultimo trentennio. La mattina del 20 gennaio 1976 Carlotto rinviene nel suo appartamento il cadavere di una studentessa. Il giovane è accusato di omicidio. Dopo la condanna in cassazione, trascorre tre anni da latitante e dieci nelle carceri italiane. Nel 1992 arriva la grazia e inizia la sua vita di scrittore attento alle malattie invisibili del nostro Paese.
“Niente, più niente al mondo” è la storia del disfacimento del corpo, delle passioni e delle ambizioni di una cinquantenne torinese. La donna è badante in case dell’alta borghesia e trascorre le giornate tra alcol e sogni di riscatto sociale. Il marito è un ex sindacalista Fiat, ora magazziniere, e la figlia una pony express che non asseconda i desideri della madre. La donna cerca di superare il disagio economico e psicologico ma cade nel qualunquismo e nella xenofobia. Intorno, un muro d’incomunicabilità e frustrazione. Il rapporto con gli affetti che, non più liberatorio, diventa asfissiante. Poi la tragica decisione.
L’opera è presentata dall’associazione AltaMarea che lavora a Napoli da 4 anni. “Il teatro civile è il comune denominatore di tutte le nostre rappresentazioni – dice Tina Femiano, attrice protagonista del testo -. Abbiamo elaborato il testo di Carlotto per una prima presentazione al teatro Elicantropo e speriamo di proporre lo spettacolo non solo nella nostra città”.
Sarà in scena, da martedì 15 gennaio 2008 alle ore 21.00 (repliche fino al 20) al Nuovo Teatro Nuovo (Sala Assoli) lo spettacolo Niente più niente al mondo di Massimo Carlotto, uno dei maggiori esponenti europei del ‘noir mediterraneo’, con Tina Femiano, Milena Di Iorio, per la regia di Carlo Cerciello. Presentato da Associazione Altamarea, l’allestimento si avvale delle scene a cura di Roberto Crea, i costumi di Antonella Mancuso e le musiche originali di Paolo Coletta.
La trama di Niente più niente al mondo è, in sintesi, il racconto della realtà di una famiglia ‘normale’ alle prese con problemi economici e lavorativi, in cui la consapevolezza di una condizione di disagio, di difficoltà, prende il sopravvento, fino a distruggere lo stesso nucleo familiare. La tragedia delle tragedie si consuma, dunque, quasi a rafforzare l’idea che il disagio, economico e sociale, può spesso diventare causa di un’incomunicabilità, in grado di ledere le fondamenta di una famiglia.
Una donna di 50 anni, domestica a ore, fissa, in un disperato soliloquio-colloquio, la sua quotidianità sempre uguale in anni e anni di matrimonio, tra discount alimentari, televendite e un rapporto conflittuale con l’unica figlia ventenne. Ripone, infatti, in lei le proprie speranze di riscatto. La ragazza è carina. Potrebbe sfondare in televisione o nel cinema, se si cominciasse a muovere nella giusta direzione e desse retta alla madre.
Ma lei non è interessata a questo genere di vita. Ha scelto di lavorare come pony express e di indossare jeans, maglioni sformati, scarpe da ginnastica. Un assurdo spreco, intollerabile per chi, come la madre, è terrorizzata dall’avanzare della propria vecchiaia, senza nessuna sicurezza. La donna, infatti, non riesce più a far quadrare i conti.
Soldi non ce ne sono, o sono sicuramente troppo pochi rispetto a quelli delle famiglie bene, presso cui, settimana dopo settimana, va a lavorare. Troppo pochi rispetto alle ricche e serene vite virtuali pubblicizzate in televisione. Troppo pochi perfino per andare in vacanza.
La tragedia potrebbe essere evitata se la voce di questa donna trovasse ascolto, se i suoi pensieri non rimanessero ancorati ai modelli consumistici e se, da qualche parte, riuscisse a riconoscere un po’ d’amore. Non è così e il fato si compie.
La protagonista è una vittima del meccanismo in cui vive che, presa da un raptus, diviene carnefice, privandosi di una sua stessa ragione di vita. Vita che, peraltro, è segnata dall’ansia, dalla disperazione del sentirsi chiusi in una gabbia, dove il primo elemento assente, è la speranza di poterne uscire. La tensione per un’esistenza frustrante diviene, così, il motore per un atto di assoluta e disarmante violenza.
Niente, più niente al mondo denuncia il vuoto: non c’è affetto, non c’è tolleranza, non c’è speranza, non c’è lo Stato, non c’è più vita nell’Italietta ipocrita del falso benessere.
Una madre scoppia e uccide, ma è lei la vera colpevole del crimine compiuto?
Niente più niente al mondo, di Massimo Carlotto
Napoli, Nuovo Teatro Nuovo (Sala Assoli) – dal 15 al 20 gennaio 2008
Info e prenotazioni al numero 0814976267 email botteghino@nuovoteatronuovo.it
Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (feriali) e ore 18.00 (domenica)
‘Niente pi niente al mondo’ di Massimo Carlotto
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