Paolo Coletta

Teatro, musica e cinema. nato a Napoli / theatre, music and movie. born in naples

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    di Antonio tarantino

    con Maria Paiato
    regia Giuseppe Marini
    scene Alessandro Chiti
    costumi Helga Williams
    musiche originali Paolo Coletta
    disegno luci Javier Delle Monache
    produzione Società per Attori

    Piccolo Teatro Studio Melato
    dal 13 al 18 febbraio 2018

    Stabat Mater – Maria Paiato – ©federicoriva

    Lo Stabat Mater è una preghiera del XIII Secolo. Tarantino ne prende a prestito la figura della Madre per trasferirla ad oggi: la sua Madre è una ragazza-madre prostituta. La Madre, sola in scena, si strugge d’attesa di notizie del figlio arrestato e della figura dissoluta di suo padre. Tarantino mischia l’italiano con sporcature dialettali/gergali, ne fa la lingua dei reietti, dei diseredati.

    Lo Stabat Mater è una preghiera del XIII Secolo attribuita a Jacopone da Todi. Tarantino ne prende a prestito il nome, la figura della Madre e la tematica del dolore.  L’autore si è proposto il compito di rendere attuale una figura epica come la Madre del Cristo, per trasferirla sulle rive della realtà e del tempo presente. La Madre di Tarantino è una ragazza-madre prostituta. Il padre di quel  figlio che lei attende è sposato con un’altra. Il figlio che è stato generato, sul quale riponeva grandi speranze, viene arrestato in quanto terrorista. Entrano quindi in scena altri personaggi: la signora Trabucco, funzionaria dell’Assistenza sociale, Don Aldo, prete eppure uomo, soggetto ancora alle reazioni perdutamente umane (una dicotomia sacro-profano), il dottor Ponzio (Ponzio Pilato), che è il fautore dell’arresto del figlio e il Dottor Caraffa (Caifa), colui che imprigiona e condanna il figlio.Oratorio per voce sola, recita il sottotitolo del testo: è la Madre, sola in scena, che si strugge d’attesa, sia di avere notizie del figlio sia della figura dissoluta e traditrice del padre. Sul palco, Maria Paiato, già protagonista di alcuni storici allestimenti di Luca Ronconi al Piccolo Teatro, tra cui Celestina e Santa Giovanna dei Macelli. Lo Stabat Mater di Tarantino mischia l’italiano con sporcature dialettali/gergali, ne fa la lingua dei reietti, dei diseredati. Sul degrado, sulla miseria regna però, resiste e vince la figura della Madre. Per quanto possa essere sofferente e posta ai piedi di una Croce immersa nella periferia popolare, resta sopra qualunque perdita, anche quella della propria dignità. La scrittura d’autore di Antonio Tarantino è costruita intorno ad un linguaggio gergale e ricercato insieme. Le sue storie traggono ispirazione talvolta classiche e religiose, talvolta politiche, sempre fortemente etiche.

    Durata: un’ora e 30 minuti senza intervallo

    Stabat Mater – Pronto
    Stabat Mater – Questo picio
    Stabat Mater – A voi marocchini
    Stabat Mater – Caro il mio garga
    Stabat Mater – Finale

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